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“Reintrodurremo la Storia dell’Arte nella Scuola italiana!
Uno degli slogan degli esponenti del Partito Democratico al tempo dell’approvazione della Legge 107, più comunemente conosciuta come “Buona Scuola”, giunge miseramente e tristemente al capolinea.

Con una nota (la n. 6913) del 19 aprile, avente come oggetto i “Nuovi percorsi di istruzione professionale di cui al decreto legislativo n. 61/2017. Trasmissione della bozza di quadri orari con individuazione delle classi di concorso per gli insegnamenti del primo biennio”, il MIUR rende espliciti, appunto, i nuovi quadri orari del primo biennio degli istituti professionali con le relative classi di concorso, nei quali non c’è nessuna traccia della Storia dell’Arte, nemmeno in indirizzi per i quali la materia sarebbe indicata in maniera ovvia, quali quello di “Industria e Artigianato per il made in Italy”, o quello di “Servizi commerciali”, nel quale confluiscono i percorsi turistici e grafici (e nel quale è stato inserito un non ben meglio specificato Laboratorio di espressioni grafico-artistiche, che però non corrisponde alla classe di concorso A54-Storia dell’arte), o quello di “Servizi culturali e dello spettacolo”.

In questi anni, dall’approvazione della 107 ad oggi, nulla è stato fatto per porre rimedio allo “scippo” operato dalla Riforma Gelmini, anche se diversi sono stati gli interventi parlamentari e gli appelli da parte di eminenti personalità del mondo della cultura in tal senso. Rischia di diventare, altresì, superfluo, faticoso, inutile, dover ribadire per l’ennesima volta l’importanza storica, semantica, economica, sociale, strategica, di una materia come la Storia dell’Arte, soprattutto in un paese come l’Italia, che possiede uno dei patrimoni artistici più importanti al mondo, i cui cittadini rischiano seriamente di non conoscerlo affatto.

La ridefinizione dei quadri orari degli istituti professionali sarebbe stata un’occasione non solo per un tentativo di sopperire a ciò, ma anche per ridare a questo tipo di scuole un profilo più completo, con l’introduzione (o reintroduzione) di una materia di insostituibile completezza, versatilità e complessità.
Chiediamo, perciò, per l’ennesima volta, di (RI-) pensarci.

Firmato
Abilitati A54 Storia dell’Arte Istituti Superiori di Secondo Grado

 

17 Comments

  1. Per arginare il degrado culturale attuale sarebbe fatto fondamentale rieducare anche all’amore per la arte chiunque, anche le più incolte capre…

  2. Togliessero le scuole del tutto ,se hanno paura che i messaggi dell’insegnamento possano abilitare i cervelli degli studenti a sottrarsi dagli ingranaggi sociali pronti e ben oliati.

  3. Sono con voi; la situazione si sta facendo allarmante e penosa per chi, come noi, ritenga la storia dell’arte elemento fondamentale della formazione di una persona

  4. In Italia, Paese dall’inestimabile valore artistico, sarebbe irrazionale privare il sistema scolastico di un insegnamento come quello della Storia dell’Arte.

  5. La Storia dell’arte assume un valore fondamentale nell’ambito dell’educazione e della formazione. Crea una forte identità sul patrimonio lasciato dai nostri predecessori che si riflette come linfa benefica su tutto ciò che possiamo intraprendere anche nei progetti futuri e a qualsiasi livello di condivisione nei più diversi settori del fare. Oltre che all’educazione a un generico sentimento di bellezza, con impercettibili ma efficaci risvolti terapeutici, preserva l’essere umano in termini antropologici, etici ed estetici nei suoi quotidiani contatti con la natura e le opere che derivano dal continuo esercizio e dalla costante consuetudine a saper vedere.

  6. Follìa! E lo dico assai di rado, proprio per il mio ruolo istituzionale. Non insegnare Storia dell’arte nel Paese che è esso stesso il Trattato del Mondo che illustra la Storia dell’arte in Occidente

  7. la storia dell’arte insegna ad amare e proteggere il nostro paese che é. pieno di meraviglie lasciate a noi.!

  8. Sono dispiaciuto perché la storia dell’arte è la materia scolastica più completa fra tutte. Comprende letteratura e poesia, tecnica, chimica e psicologia dei colori, storia e geografia ed altro ancora. Per comprendere un’opera è necessario allargare l’ambito della conoscenza e contestualizzare le vicende degli artisti.

  9. La storia dell’arte è la nostra carta d’identità ,viviamo in un Paese dove lo scambio interculturale avviene proprio grazie al nostro vasto,ricco e meraviglioso Patrimonio.La storia dell’arte stimola un senso critico e civico ed abbraccia diverse discipline,non è fine a se stessa.Insieme alla geografia é una perdita notevole nella formazione dei ragazzi che non hanno la più pallida idea non solo della ricchezza inestimabile che abbiamo ma non sanno neppure dove si trovano I principali siti,opere,musei d’arte nel loro stesso territorio di provenienza!

  10. Io firmo per principio anche se sono abilitata A 25 e A 28 (k01), è una vergogna che soprattutto in Italia ci sia una lacuna del genere. Certe decisioni evidentemente sono in mano a persone incompetenti

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